Racconti2018-10-16T14:48:59+00:00
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Siamo noi i cantastorie o sono le storie a cantare di noi? Paesaggi, vicende e personaggi vivono in chi scrive e chiedono di essere trasformati in parole, affinché chi legge li possa rianimare. Scrivere e leggere sono meravigliosi atti di creazione. È così che i racconti avvicinano l’autore e il lettore, conducendoli insieme in un luogo esclusivo, dove possono riconoscersi anche senza essersi mai incontrati.

Il filo di un sogno

Ci vogliono pazienza e delicatezza per recuperare tutto il filo di un sogno, perché è un cavo d’acciaio nel sonno, ma quando si è desti diventa tela di ragno.

Gemma che canta

Talvolta accadeva che Gemma fissasse i suoi occhi trasparenti sull’interlocutore e iniziasse a cantare: raccontava i fatti della gente, di cui sembrava conoscere affari e pensieri.

Tre fette

Luigino si chiedeva ogni volta come facesse la mamma a rimestare tutta quella polenta dorata e sbuffante, che si muoveva nel pentolone come se fosse viva.

Le trecce

Mia nonna materna era magrissima, sicché per lei era facile passare dall’uscio dei miei occhi di bimba, dove alloggiavano le cose da imparare e le fantasie da immaginare.

Questione di tempo

Avviene tutto in venticinque ore, dalle 23 di sabato alla mezzanotte di domenica. Nel succedersi degli eventi, ogni cosa trova il suo tempo e, accadendo, entra nell'eterno ciclo della vita.

Chiave di sol

Il pianoforte a coda emerge nero e lucido, come un’isola di lava scura colata nell’acqua ferma di una laguna. Sul pelo di quella distesa, aleggia il vapore delle note.

Teodoro

Teodoro percepiva soprattutto l’odore della menzogna: lo descriveva come una nauseabonda miscela in cui confluivano, in proporzioni sempre differenti, olezzi diversi.

Ricordi d’infanzia

Arrampicata sulla staccionata dell’asilo, c’era una pianta di glicine, da cui gocciolavano cascate di fiori. Quando torno con la memoria all'infanzia, sento il profumo dolciastro di quei grappoli violetti.

Carrozza 3 Posto 8A

Salì sul treno e raggiunse silenziosamente il suo posto, dove si sedette e reclinò il capo sul poggiatesta. Chiuse gli occhi in attesa della partenza; tutt’intorno si spensero le voci e i rumori.

Profondità

Mentre entrava, sentì il suo corpo sgusciare fuori dalla densa, gelatinosa oscurità del corridoio e un brivido sulla pelle l’avvertì che stava emergendo in uno spazio ampio e arioso.