La neve copre la terra stanca;
è una distesa bianca
che confonde l’orizzonte col cielo.
Sulla pelle la carezza del gelo,
come un morbido velo,
protegge la quiete che altrove manca.

C’è profumo di freddo e sei solo.
Alzi gli occhi dal suolo,
vedi un fiocco di neve danzare:
per un attimo smetti di respirare
per poter ascoltare
la musica sottile di quel volo.

C’erano luci, suoni e troppe voci
dove avresti voluto la pace.
Quassù, ciò che ti piace
riesci a sentirlo, e puoi immaginare

stormi d’uccelli che volan veloci,
una foglia che cade e poi tace,
un abbraccio tenace,
la prua di una barca che solca il mare.

Scritta il 16 febbraio 2018, venerdì

Questa poesia è stata selezionata per una menzione d’onore al VI Premio Letterario Nazionale 2018 del Teatro Aurelio e dell’Associazione Culturale “Il Raggio” di Roma, per la sezione poesia a tema “Il Silenzio”.

Ho “giocato” con lo schema classico del sonetto (da cui il titolo “Piccolo Suono”, che allude anche al rumore del fiocco di neve che cade) e ho costruito uno schema di rime AaBBbA CcDDdC EFfG EFfG, rinforzando, con dei settenari, gli endecasillabi dei versi dispari delle originarie quartine e del secondo verso delle terzine.